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Perché montare un dissipatore/tritarifiuti?
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…….Ma è a norma di legge?
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Il dissipatore può portare beneficio alla depurazione delle acque reflue e più in generale dell’ambiente?
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L’utilizzo dei dissipatori di rifiuti alimentari può portare pregiudizio al corretto funzionamento della rete fognaria?
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E’ ecologico?
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E il compostaggio………….?
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Può intasare le tubature di casa?
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Ci può essere qualche pericolo utilizzando un dissipatore - tritarifiuti- ?
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Di che manutenzione necessita il dissipatore?
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Se cade qualcosa d’estraneo, mentre è acceso cosa accade?
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Quanto incide il consumo annuo dell’apparecchio?
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Chi provvede all’installazione?
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Il costo……?
Perché montare un dissipatore?
Nelle raccolte differenziate le pattumiere, con l’utilizzo di sacchetti biodegradabili distribuite dai singoli Comuni o dalle società che gestiscono la raccolta, altro non è che delle piccole discariche domestiche. Come tali esse portano un’enorme quantità di disagi e danni igienici. E’ risaputo che la decomposizione di un qualsiasi alimento organico avviene in tempi ristrettissimi ed è legata sia alle condizioni atmosferiche sia alla formazione di gas, in alcuni casi anche tossici ( con conseguenti cattivi odori); pertanto disagi e danni salutari non sono una fantasia ma mera realtà!
I sacchetti biodegradabili utilizzati sono soggetti a rottura in quanto, essendo tutte le sostanze organiche composte di una gran percentuale d’acqua (basti pensare alle enormi quantità di liquido che produce un’anguria, dopo pochi minuti di giacenza, in un qualsiasi sacchetto), a contatto con gli alimenti in fase di decomposizione, si sciolgono comportando una rottura del sacchetto che, logicamente, non può che avvenire se non con l’uso delle mani ed un’inevitabile inalazione di quei gas generati dalla stessa decomposizione dei cibi.
Neppure pare un’idea tanto felice quella di porre le pattumiere all’esterno delle abitazioni; numerose sono, infatti, quelle che sono rovesciate a terra dagli animali randagi, durante la notte, per provvedere al loro sostentamento costituito dal recupero dei cibi scartati. Il lavoro per l’utente, anche in questo caso è notevole visto che deve poi provvedere alla raccolta degli avanzi
Con il dissipatore non vi sarà più:
- La presenza di pattumiere sparse nelle cucine o sui terrazzi, con relativi cattivi odori e proliferarsi d’insetti,
- La cambiale giornaliera data dall’acquisto dei sacchetti,
- Le eventuali spese idrauliche per i lavelli delle cucine, a causa di potenziali intasi delle tubature, non otturandosi più gli scarichi.
…….Ma è a norma di legge?
Il testo al comma 3 dell’art. 33 (DL 152/1999), modificato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 13 agosto 2002, è il seguente:
- “ Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura ad eccezione di quelli organici provenienti dagli scarti dell’alimentazione umana, misti ad acque domestiche, trattati mediante apparecchi dissipatori di rifiuti alimentari che ne riducano la massa in particelle sottili, previa verifica tecnica degli impianti e delle reti da parte dell’ente gestore”-.
La Legge, di fatto, riconosce ai dissipatori di rifiuti alimentari la capacità di ridurre i rifiuti, di convogliarli in maniera sicura allo smaltimento nei depuratori che sono già preposti al trattamento della sostanza organica e di non togliere nella realtà, con il loro utilizzo, alcuna privativa all’Ente Pubblico Gestore che deve verificare gli impianti, se si tratti dell’utilizzo dei dissipatori del 10-15% del bacino di utenza
Ciò, fra l’altro, va anche in direzione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 22/97 ( Decreto Ronchi), che prevede di favorire tutte quelle azioni che portino alla riduzione delle quantità di rifiuti prodotti oltre che dal loro recupero e utilizzo, tali da non comportare alcun pericolo per la salute dell’uomo e pregiudizio all’ambiente.
Il Parlamento Italiano, inoltre, con l’art. 25 della Legge 179 del 31-07-02 pubblicata in Gazzetta Ufficiale nr 189 il 13-08-02, ha chiarito che gli scarti dell’alimentazione umana possono essere immessi in fognatura se trattati da dissipatori di rifiuti alimentari.
Una recentissima Circolare del Ministero dell’Ambiente del Giugno 2004 ha infine delegato gli Enti Gestori alla verifica delle reti, confermando, quindi, che l’utilizzo dei dissipatori è conforme alla Legge Italiana.
Il dissipatore può portare beneficio alla depurazione delle acque reflue e più in generale dell’ambiente?
Si, ed in particolar modo negli impianti a “basso carico organico” (la gran parte degli impianti esistenti in Italia), dove normalmente si utilizzano chemical costosi tipo: acido acetico, metanolo o altro ( che rappresentano un’importante voce di bilancio nella gestione di un impianto di depurazione) per l’abbattimento dei nutrienti: azoto e fosforo.
Con l’uso dei dissipatori di rifiuti alimentari si favorisce l’immissione di carbonio rapidamente disponibile per processi di BNR a costo pressoché nullo per il gestore; inoltre, se l’impianto è a digestione anaerobica, per la produzione di bio-gas, il risparmio di energia elettrica per auto consumo può essere molto importante
L’utilizzo dei dissipatori di rifiuti alimentari può portare pregiudizio al corretto funzionamento della rete fognaria?
Per le reti fognarie separate, vale a dire reti distinte per le acque nere e bianche non sussiste alcun pregiudizio, mentre, per le reti fognarie miste, in altre parole quelle in cui versano sia le acque nere sia quelle d’origine meteorica, qualche problema potrebbe derivare dal fatto che, nei periodi di forti precipitazioni, si produca lo sforo delle portate eccedenti da parte degli scaricatori di piena, con conseguente emissione nell’ambiente dei solidi trasportati. Questo accade principalmente in periodi di forti precipitazioni che seguono periodi secchi prolungati
E’ ecologico?
Certamente sì!
Il tritarifiuti-dissipatore- consente di produrre meno volume di rifiuti per abitazione e, quindi, ridurre la quantità di scarti alimentari da smaltire nelle discariche.
I rifiuti costituiscono un problema di portata mondiale: in alcuni paesi sono stati stabiliti limiti legalmente vincolanti alle quantità di rifiuti che possono essere avviati alla discarica controllata.
Un dissipatore –tritarifiuti- è in grado di ridurre sino al 50% la quantità di rifiuti smaltiti in discarica.
E il compostaggio…………?
I dissipatori di rifiuti alimentari costituiscono un complemento di compostaggio.
Con la nuova normativa per lo smaltimento del “verde domestico” bisognerebbe creare uno spazio nei cortili per decomporre lentamente sostanze organiche come i rifiuti alimentari. Per molte persone il compostaggio non è una scelta attuabile, poiché non sempre si ha un’area o un terreno necessario a creare una massa di compost; inoltre alcuni rifiuti proteici, come la carne, il pesce, il latte ed i suoi derivati, non possono essere inclusi nella massa stessa.
Può intasare le tubature di casa ?
Il tritarifiuti-dissipatore, è fornito di certificato di “non intaso tubature” dalla ditta costruttrice che si prenderà carico delle spese per un eventuale, quanto poco probabile, occlusione delle tubature.
Ci può essere qualche pericolo utilizzando un dissipatore?
Assolutamente no!
Molte persone pensano, erroneamente, che il dissipatore disponga di lame affilatissime o di meccanismi pericolosi.
Il nostro tritarifiuti si basa sul principio della forza centrifuga: l’acqua, messa in rapido movimento da un disco rotante, porta gli scarti di cibo contro una ghiera dentata fissa; in quest’operazione, i residui alimentari introdotti, sono proiettati contro la ghiera fissa e ridotti finemente a seguito di tale abrasione.
La chiave di volta, tale da garantire che il prodotto in uscita scorra liquido nelle tubature, è data dall’elevato numero di giri motore ( 24.000 giri a vuoto/ 11.000 giri a pieno carico) dell’apparecchio.
Di che manutenzione necessita il dissipatore?
Il tritarifiuti è progettato e costruito in maniera tale da non necessitare di una manutenzione specifica se non di quell’igienica. La sua pulizia ordinaria consiste nell’introduzione periodica di cubetti di ghiaccio e/o di un limone atto a disinfettare e pulire l’apparecchio da eventuali residui di cibo.
Se cade qualcosa d’estraneo, mentre è acceso cosa accade?
Nulla di grave! Sarà sufficiente staccare, per motivi di sicurezza, la presa di corrente che aziona l’apparecchio e, con l’aiuto di una pinza per il ghiaccio, estrarre dall’apparecchio il corpo estraneo trattenuto dal piatto rotante posto all’interno del tritarifiuti; terminata l’operazione lo stesso riprenderà a funzionare normalmente.
Quanto incide il consumo annuo dell’apparecchio
L’incidenza dei consumi è irrisoria aggirandosi intorno ad 1-2 m3 d’acqua annui e di 1-2 Kw di corrente; il tutto, logicamente, in base agli elementi d’ogni singola utenza.
Chi provvede all’installazione?
Il dissipatore- tritarifiuti- è semplicissimo da installare per un qualsiasi “fai da te”; naturalmente, nel caso in cui l’acquirente non se la sentisse, la ditta fornitrice indicherà all’utente il nominativo di un installatore qualificato ad eseguire la messa in opera dell’apparecchio.
Il costo……?
La formula d’acquisto la sceglierà il cliente potendolo adottare anche con piccole rate, accessibili a tutti, a partire dai 90 giorni dalla data d’acquisto.
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